Tutto per bene
Questa novella ruota intorno al dualismo tra essere e apparire e traspare quanto il giudizio degli altri influenzi l’esistenza dell’individuo.
Il protagonista è Martino Lori, a cui accade qualcosa di spiacevole: sorprende la moglie Silvia Ascensi insieme all’amico Marco Verona e scopre che colei che pensava fosse sua figlia, Ginetta, in realtà era dell’amico. Inizia quindi a riflettere sul suo ruolo di marito e padre e a non riconoscersi più in quei panni. Come se non bastasse assiste al distacco della figlia Ginetta nei suoi confronti: ogni volta che va a trovarla nella nuova casa, in cui si trasferisce insieme allo sposo, trova sempre Marco Verona.[1]
In preda alla delusione per essere stato escluso dal gruppo familiare e al senso di fallimento che si porta addosso, assume una nuova forma, ovvero un Martino Lori più razionale e meno emotivo. La nuova forma ha una connotazione aggressiva nei confronti dei torti subiti e dei valori di amicizia e onestà violati dall’amico e dalla moglie.[2]
Note
[edit]- ↑ G. CARRETTA, Morte e alienazione nelle Novelle per un anno di Luigi Pirandello, Tesi di Laurea magistrale, Università Ca’ Foscari di Venezia, 2012/ 2013, p.21.
- ↑ S. COSTA, Introduzione, in L. Pirandello, Novelle per un anno, I, Milano, Mondadori, 2021, a cura di M. Venturini, F. Tomassini, F. Miliucci, p. 24.