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==Storia Editoriale== Luigi Pirandello ha sempre scritto novelle, in un arco cronologico che va dalla prima novella a noi nota, ''[[Capannetta]]'', datata 1884, fino all’ultima, profetica ed emblematica, ''[[Effetti di un sogno interrotto]]'', pubblicata postuma sul «Corriere della Sera» nel 1936. Inizialmente pubblicate su riviste e quotidiani, le novelle vengono ripubblicate nel tempo in una quindicina di raccolte presso editori diversi (tra cui [https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Lumachi/ Lumachi], [https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Treves/ Treves], [[Quattrini]] o [[Streglio]]). <br>Dall’esigenza e dal desiderio di riorganizzare i testi già dati alle stampe in nuovi e più organici volumi compresi in un unico corpo, segue l’accordo con l’editore fiorentino [https://it.wikipedia.org/wiki/R._Bemporad_%26_figlio/ Bemporad], stipulato il 5 settembre 1919, che dà inizio al grande progetto delle ''Novelle per un anno'', una sistemazione organica e monumentale che prevede nella sua forma iniziale un ''corpus novellarum'' composto da 365 novelle in dodici volumi. Il progetto complessivo è presentato nell’Avvertenza (siglata L.P.) che apre ogni volume Bemporad, dalla prima raccolta ''Scialle Nero'' (1922) fino a ''[[Candelora]]'' (1928), e in cui è già presente il primo ostacolo: l’editore suggerisce di non pubblicare la raccolta in dodici volumi (di circa trenta novelle ciascuno), o addirittura in unico volume come avrebbe voluto Pirandello, ma in ventiquattro. L'ambizioso progetto, tuttavia, rimase incompiuto. Alla morte dell'autore nel 1936, i volumi pubblicati in totale sono quindici, i primi 13 editi da Bemporad tra il 1922 e il 1928, mentre ''[[Berecche e la guerra]]'', il quattordicesimo, esce nel 1934 presso Mondadori, a seguito della disdetta del contratto decennale comunicata a Bemporad nell’agosto del 1929. Il quindicesimo e ultimo, ''[[Una giornata]]'', viene pubblicato postumo nel 1937 sempre per Mondadori. <br>Il totale delle novelle si fermò a 211 (o poco più, considerando le appendici e i testi ritrovati), ben lontano dalle 365 immaginate, ma non per questo meno valide nel rappresentare quella che era la volontà dell’autore, ossia offrire tanti piccoli specchi, forse troppo pieni di amarezza e di poca gioia, che riflettono la vita nella sua interezza. Il corpus delle novelle, per la sua continuità temporale, offre un laboratorio privilegiato per osservare l'evoluzione stilistica e tematica dell'autore agrigentino, ma non è privo di questioni controverse e di non facile soluzione. <br>La tradizione delle novelle pirandelliane si basa prevalentemente sul patrimonio a stampa e il lavoro dell’autore risulta scandito da diverse fasi di revisione, a proposito delle quali la critica ha parlato non «di semplice variazione o correzione ma addirittura di riscrittura»<ref>Costa S., ''Introduzione'', in L. Pirandello, ''Novelle per un anno'', vol. I, a cura di S. Costa, Mondadori, Milano, 2021, p. XLIII</ref>. Il legame dell’autore col figlio Stefano, che interveniva direttamente nel lavoro del padre, ha inoltre creato non poche problematiche filologiche. <br>Le diverse edizioni dell’opera non aiutano a fare chiarezza nel periodo successivo alla morte dell’autore, da cui l’esigenza di mettere a fuoco la problematica riguardante la revisione in corso, interrotta dalla morte dell’autore, dei volumi delle ''Novelle per un anno''. Pirandello muore il 10 dicembre 1936. Fra il 1937 e il 1938 Mondadori ripubblica l'opera in due volumi della collezione «Omnibus». Curata probabilmente da Manlio Lo Vecchio-Musti e Angelo Sodini (sebbene non firmata), questa edizione si presentava come la raccolta completa di tutte le novelle, incluse quelle inizialmente escluse (21 novelle non inserite nei quindici volumi Bemporad e Mondadori sono riprodotte nel secondo volume), nonché le revisioni finali fatte da Pirandello stesso, sebbene l'autore riuscì a revisionare completamente solo cinque raccolte (''[[La rallegrata]]'', ''[[L’uomo solo]]'', ''[[La mosca]]'', confluite nel primo volume; ''[[Donna Mimma]]'', ''[[Il viaggio]]'', nel secondo). Viene inoltre proposta un’appendice di Varianti che, tuttavia, non è esaustiva delle modifiche presenti nel testo. Ciò nonostante, questa edizione divenne per anni il testo di riferimento (''lectio recepta''). In un’ulteriore edizione del 1956-1957, curata da Corrado Alvaro, lo stesso Lo Vecchio-Musti ammise che il testo «Omnibus» conteneva errori di trascrizione e lettura dei manoscritti, rendendo necessario in alcuni casi un ritorno agli originali. Come nota Mario Costanzo (curatore dell'edizione nei «Meridiani», pubblicata tra il 1985 e il 1990), l'«Omnibus» è un testo ibrido, dove la volontà dell'autore si mescola indistricabilmente con l'intervento redazionale postumo, rendendo difficile distinguere l'una dall'altro. La messa in dubbio dell’edizione «Omnibus» come testo di riferimento viene fatta da Lucio Lugnani nel 2007 , curatore di un’edizione BUR/Rizzoli in tre volumi di ''Tutte le novelle raccolte'', suddivise e proposte secondo un criterio cronologico. Lugani, pur riconoscendo qualche merito dell’edizione «Omnibus», rimprovera a Lo Vecchio-Musti una scarsa fondatezza filologica a proposito delle carte su cui è fondata l’edizione e una scarsa attenzione alla volontà dell’autore. Il problema più grave è la difficoltà di attribuire tutte le varianti presenti nei testi esclusivamente alla mano autografa di Luigi Pirandello, data l’irreperibilità dei materiali e la conseguente impossibilità di un riscontro oggettivo. Facendo affidamento alle parole del figlio Stefano, è inoltre appurato che, escluse le cinque raccolte prima citate, le altre non lasciarono mai il laboratorio correttivo dell’autore, la cui revisione è avvenuta postuma per mano di Stefano e dei collaboratori della casa editrice milanese. I volumi della collana «Omnibus» sono quindi più il frutto di un lavoro correttorio di bozze di altre mani e non certificano l’ultima volontà dell’autore. A fronte di edizioni postume che hanno cercato di ordinare l'opera pirandelliana, scontrandosi però con l'assenza di una revisione d'autore completa e con errori tramandati editorialmente, e in funzione della dichiarata progettualità di ''Novelle per un anno'' come opera unitaria e organica, viene proposta, come per l’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia di Luigi Pirandello, l’edizione Bemporad per i primi tredici volumi e la Mondadori 1934 e 1937 per il quattordicesimo e quindicesimo.
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