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Per le vie: Il canarino del N.15, Al veglione

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Frontespizio edizione Per le vie (1883) edita Treves

Per le vie è una raccolta di Giovanni Verga costituita da dodici novelle pubblicate a Milano, presso l’editore milanese Treves, nel 1883. Le novelle sono ambientate prevalentemente a Milano (infatti sono anche note come “racconti milanesi”), città osservata nei suoi quartieri popolari e nei suoi spazi marginali, e hanno come protagonisti personaggi appartenenti alle classi umili. Attraverso episodi di vita quotidiana, Verga riproduce sulle pagine le contraddizioni della modernità e gli effetti dell’industrializzazione, evidenziando condizioni di povertà, alienazione e conflitto sociale. Tale scelta nell’ambientazione è strettamente legata al fatto che, nel periodo di composizione delle novelle, lo scrittore risiede stabilmente a Milano. «Egli [Verga] vede nella grande città qualcosa di terribile e affascinante al tempo stesso, che lo attrae e lo respinge con eguale violenza» [1]. Giunto a Milano, Verga mira innanzitutto ad aggiornarsi sulla cultura letteraria dominante, in un contesto segnato dall’affermazione della scapigliatura nei principali centri industriali del Nord, espressione di un atteggiamento bohemien improntato a rivolta e frustrazione, in sintonia con analoghe esperienze della letteratura europea contemporanea.

Dal punto di vista stilistico, le novelle adottano una narrazione impersonale, coerente con i principi del verismo, e ricorrono a un linguaggio sobrio e aderente al parlato, funzionale alla resa realistica degli ambienti e dei personaggi.

In Per le vie si attua una svolta decisiva nell’impostazione tecnica del racconto: il personaggio assume una centralità assoluta, mentre il narratore, così rilevante in Vita dei campi e nelle Novelle rusticane, arretra in una posizione più defilata e subordinata alle voci dei personaggi; tuttavia, pur cedendo loro la prospettiva, non scompare completamente dal racconto; infatti, «il narratore non è un’anonima voce pronta a mimetizzarsi dietro ai personaggi, ma - come ne I Malavoglia e in molte novelle - si assume la responsabilità di giudicarli» [2].

Vicende editoriali della raccolta

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La prima edizione della raccolta Per le vie di Giovanni Verga vide la luce nel 1883 pubblicata dall’editore milanese Treves, nello stesso periodo in cui lo scrittore era impegnato anche nella stesura del Mastro don Gesualdo, di cui doveva portare a compimento la revisione, e la versione teatrale di Cavalleria rusticana.

Copertina edizione critica a cura di Raffaele Morabito

Favorevole per l'autore fu anche il periodo di stesura, in quanto da poco erano usciti Vita dei campi (1880) e I Malavoglia (1881). La raccolta consta di dodici novelle «ambientate in una Milano popolare brulicante di un’umanità immiserita materialmente e soprattutto moralmente» [3].

Dalle testimonianze risulta che Verga non fu molto partecipe nelle vicende editoriali riguardanti le singole novelle e la raccolta nel suo complesso. Nonostante ciò, la raccolta negli anni ebbe un significativo successo anche fuori l’Italia. Lo stesso editore Treves scriveva a Verga, per conto della casa editrice, di una richiesta da Monaco di tradurre in tedesco Per le vie e che, addirittura, una signora, Josefine Kunkel, aveva il desiderio di tradurre in tedesco alcune novelle di Verga, tra cui proprio Per le vie.

Gli accordi con la casa editrice Treves per la pubblicazione di una raccolta, che poi prese il nome di Per le vie, iniziarono nel 1882. La prima testimonianza risale a una lettera in cui Treves chiede a Verga di fissare un certo numero di novelle che devono essere contenute all'interno della raccolta e mandargli quelle che aveva già pronte. In quel periodo Verga, oltre ad occuparsi della stesura di Novelle Rusticane per l'editore Casanova, decise di collaborare con due riviste, il Fanfulla della domenica e la Domenica letteraria, in cui verranno pubblicate alcune novelle poi confluite in Per le vie.

A ciò si ricollega anche il fatto che, nel momento in cui veniva stipulato il contratto per la pubblicazione di questa raccolta, Treves in una lettera a Verga specifica «la giunta è inutile, perchè è cosa intesa, e non si tratta di novelle inedite» [4], proprio per sottolineare che alcune delle novelle contenute nella raccolta erano state già pubblicate in rivista. Infatti, le prime apparizioni in stampa avvennero sull’Illustrazione italiana l’8 luglio e sul Fanfulla della domenica nella stessa data. La disposizione delle novelle nell’edizione in volume della raccolta non segue l’ordine cronologico della loro composizione né quello della precedente pubblicazione in rivista.

Ordine novelle in volume Ordine di pubblicazione in rivista
Il bastione di Monforte In piazza della Scala (La rassegna settimanale, 1/1/1882)
In piazza della Scala Il canarino del N. 15 (La Domenica Letteraria, 21/5/1882)
Al veglione Amore senza benda (Fanfulla della Domenica, 6/8/1882)
Il canarino del N. 15 L’ultima giornata (Fanfulla della Domenica, 12/11/1882)
Amore senza benda L’osteria dei “Buoni Amici” (Fanfulla della Domenica, 17/12/1882)
Semplice storia Semplice storia (L’Italia, 17-18/12/1882)
L’osteria dei “Buoni amici” Gelosia (Fanfulla della Domenica, 21/1/1883)
Gelosia Camerati (Fanfulla della Domenica, 25/3/1883)
Camerati Via Crucis (Fanfulla della Domenica, 29/4/1883)
Via Crucis Conforti (Cronaca bizantina, 16/5/1883)
Conforti Il bastione di Monforte (Fanfulla della Domenica, 20/5/1883)
L’ultima giornata Al veglione (mai pubblicata prima della stampa in volume)


Le edizioni

Durante la vita di Verga, Per le vie ebbe due edizioni in volume:

  • la prima fu in tre emissioni, ovvero tirature senza modifiche sostanziali al testo, nel 1883 (Tr);
  • la seconda, del 1899 (Tr2), ebbe quattro ristampe tra il 1907 e il 1918, l’ultima delle quali in due diverse emissioni.

Novelle

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Le novelle di Per le vie costituiscono un corpus narrativo unitario, nel quale Verga sperimenta una forma di racconto breve fortemente concentrata e orientata all’osservazione della realtà contemporanea. Nelle novelle “milanesi” Verga «restituisce la vita del “popolo” (vetturini, operai, portinai, bottegai, camerieri, prostitute, disoccupati…) nei suoi quartieri e vicoli bui e tortuosi relazionati per contrasto ai luoghi scintillanti frequentati dai ricchi: i caffé [...], i teatri, i negozi di lusso [...] e coerentemente con il criterio verista della forma inerente al soggetto, tende a rendere nei testi l’ottica e il linguaggio popolari» [5]. I luoghi cittadini, evocati attraverso spazi riconoscibili e ambienti di passaggio, diventano scenari di incontri, tensioni e disillusioni, senza mai assumere una funzione meramente descrittiva, ma contribuendo a definire il clima umano e sociale delle storie. L’insieme delle novelle offre un quadro coerente e articolato della realtà rappresentata, restituendo, attraverso frammenti narrativi autonomi, una visione compatta delle dinamiche sociali e psicologiche che si intrecciano nei testi.

Le novelle contenute all’interno della raccolta sono:

  • Il bastione di Monforte
  • In piazza della Scala
  • Al veglione
  • Il canarino del N.15
  • Amore senza benda
  • Semplice storia
  • L’osteria dei «Buoni Amici»
  • Gelosia
  • Camerati
  • Via Crucis
  • Conforti
  • L’ultima giornata

Bibliografia

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F. Ferrucci, I racconti milanesi del Verga in “Italica”, vol. 44, no.2, 1997.

G. Verga, Novelle, a cura di A. Marchese, Torino, Società editrice internazionale, 1994.

G. Verga, Per le vie, edizione critica a cura di R. Morabito, Firenze, Le Monnier, 2003.

M. N. Zagarella, Per le vie e Vagabondaggio. Verga oltre il verismo in "Memorie e Rendiconti" dell'Accademia di scienze lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale, serie 6., vol. 7., 2022.

Note

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  1. F. Ferrucci, I racconti milanesi del Verga in “Italica”, vol. 44, no.2, 1997, p. 119.
  2. G. Verga, Novelle, a cura di A. Marchese, Torino, Società editrice internazionale, 1994, p. 23
  3. Ivi, p. 22
  4. G. Verga, Per le vie, edizione critica a cura di R. Morabito, Firenze, Le Monnier, 2003, p. XVIII.
  5. M. N. Zagarella, Per le vie e Vagabondaggio. Verga oltre il verismo in "Memorie e Rendiconti" dell'Accademia di scienze lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale, serie 6., vol. 7., 2022, p. 225.