Le Appassionate
| Le appassionate | |
|---|---|
| Autore | Luigi Capuana |
| 1ª ed. originale | 1893 |
| Editore | Niccolò Giannotta |
| Genere | Raccolta di racconti |
| Lingua originale | Italiano |

Le Appassionate è una raccolta di quindici novelle dello scrittore italiano Luigi Capuana pubblicata per la prima volta nel 1893 dall'editore Niccolò Giannotta. Le novelle che compongono il volume erano in parte già apparse su riviste e in precedenti raccolte dell'autore (Storia Fosca, Homo!, Ribrezzo, Fumando) e furono successivamente riorganizzate e ripubblicate da Capuana in due raccolte più ampie: Le appassionate del ’93 e Le paesane del ‘94.
La raccolta si colloca in una fase matura della produzione narrativa di Capuana ed è generalmente considerata dalla critica un momento rilevante del suo percorso letterario e teorico nell'ambito del Verismo. Tra gli anni Ottanta e Novanta dell'Ottocento lo scrittore trascorse lunghi periodi tra Roma e Milano, collaborando come codirettore del Fanfulla della Domenica e come critico per il Corriere della Sera [1], promuovendo la letteratura verista e sostenendo la scrittura di Verga. In questo contesto Capuana sottolineò l’importanza di un approccio oggettivo e impersonale nella rappresentazione della realtà, affermando che «il loro atteggiamento freddo, clinico, preciso, privo di ogni emozione era un esempio dell'atteggiamento ideale di uno scrittore di fronte alla realtà che voleva rappresentare»[2].
Ambientate prevalentemente in Sicilia, le novelle esplorano passioni amorose, gelosia e conflitti interiori, con particolare attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi, soprattutto femminili. In Le appassionate l'indagine realistica si concentra meno sugli aspetti sociali e collettivi e più sulle dinamiche emotive e sui moti interiori, attraverso una narrazione che mira a rappresentare con rigore oggettivo le reazioni e i comportamenti dei personaggi.
Revisione ordinata de Le Appassionate
[edit]Nel 1892, dopo aver concluso il romanzo Profumo, Capuana avviò una revisione sistematica della propria produzione novellistica, comprendente testi già pubblicati in precedenza su riviste e raccolte anteriori. Tale lavoro, come osservato dalla critica, non rispose esclusivamente a esigenze editoriali, ma si inserì in un progetto letterario consapevole volto a conferire maggiore coerenza tematica alla sua produzione narrativa. Da questo processo nacquero due volumi distinti: Le appassionate, incentrato sui casi passionali, e Le paesane, dedicato ai racconti di ambientazione siciliana.
Secondo gli studiosi, le due raccolte segnano da un lato il consolidamento di due filoni narrativi della scrittura di Capuana – quello psicologico-sentimentale, ispirato alle ricerche sulla nevrosi femminile di Jean-Martin Charcot [3], e quello regionale-popolare ispirato al verismo di Verga –, e dall’altro il superamento della fase sperimentale degli anni precedenti, durante la quale racconti di natura eterogenea convivevano all’interno degli stessi volumi, come nel caso di Profumo.
Il romanzo sopracitato è stato inoltre individuato dalla critica come un possibile punto di snodo in questo processo. In esso Capuana conduce un'accurata indagine sulle dinamiche interiori della passione amorosa, affrontando tematiche che alcuni studiosi hanno definito prefreudiane; al tempo stesso, tuttavia, è stata rilevata la persistenza di una tensione tra differenti nuclei tematici, che lo scrittore risolverà in modo più sistematico attraverso la successiva separazione delle due aree tematiche e dunque la riorganizzazione successiva delle sue novelle, dando vita a una nuova fase della sua produzione più matura[4].
La riorganizzazione della produzione novellistica è confermata anche dai dati filologici ricostruiti da Ilaria Muoio nell’Appendice al volume Capuana e il modernismo, che propone una bibliografia aggiornata delle novelle dell’autore. Questo lavoro consente di ricostruire con precisione le vicende editoriali dei testi confluiti nella raccolta del 1893 e di evidenziare la complessità del processo di selezione e revisione operato da Capuana. La studiosa mostra come molte novelle de Le Appassionate abbiano avuto una vita autonoma antecedente, con prime apparizioni su riviste e giornali letterari tra il 1881 e il 1890, in un periodo in cui fitta era la rete di relazioni culturali e centrale il ruolo della stampa periodica per la diffusione della narrativa di fine Ottocento.
Vicende editoriali
[edit]La novella Povero dottore! ad esempio, composta a Roma nel novembre 1882, era già apparsa in Fanfulla della Domenica (8 ottobre 1882) e successivamente raccolta in Homo! (1883) prima di essere definitivamente inclusa ne Le Appassionate. Un destino analogo ebbero Raffinatezza, Mostruosità ed Evoluzione – originariamente pubblicata col titolo Un anniversario il 13 aprile 1881 in Don Chisciotte – anche se pubblicate per la prima volta, rispettivamente nel 9 febbraio 1883 e 24 luglio 1888. Accanto ai testi provenienti da raccolte anteriori, appaiono anche novelle inedite o di più difficile tracciabilità editoriale, come Un melodramma inedito (scritta nel 1888) e Idem per diversa (1890), delle quali non sono noti altri testimoni al di fuori della prima edizione in volume. Secondo la critica, questi casi rivelano già dal 1888 la volontà dell’autore di rinnovare la raccolta anche attraverso l’inserimento di testi nuovi, forse per bilanciare la presenza dei racconti di successo già circolati sulla stampa.
Non mancano poi esempi di testi dal percorso editoriale incerto o frammentario: Tortura sarebbe apparsa in appendice al Corriere di Napoli tra il 9 e il 15 settembre 1888, ma la Muoio afferma di non essere «riuscita a reperire i fascicoli dell’edizione della sera contenenti le puntate della novella per confermarne con precisione il numero effettivo»[5] ; Avventura (originariamente L’avventura di Alberto) del 17 maggio 1888 è stata attribuita allo stesso giornale ma senza prova definitiva poiché risulta assente nei fascicoli del 16-17 maggio e del 17-18 maggio.
Un caso particolare è quello di Convalescenza, scritta nel marzo 1885 e pubblicata per la prima volta sulla Cronaca Bizantina nel gennaio 1886; la novella avrebbe dovuto seguire la novella omonima, ma «un’avvertenza del proto» costrinse l’autore a collocarla in fondo al volume, per non compromettere il pregio dell’edizione: «Era dopo Storia fosca, ma un'avvertenza del proto mi costringe a metterla qui in fondo, per non togliere a questa edizione il pregio di contenere un lavoro che non si trova nelle edizioni precedenti»[6].
Precocità, Gelosia, Adorata e Anime in pena, invece, furono tutte comparse fra il 1883 e il 1885 su Fanfulla della Domenica e successivamente riunite in Ribrezzo (1885). Grazie alla bibliografia di Muoio, emerge la natura dinamica de Le Appassionate che la critica ha descritto non come una semplice compilazione ma come il risultato di una riflessione sul percorso d’autore.
Temi e interpretazioni critiche
[edit]Contesto culturale e scientifico
[edit]All’interno del progetto di riorganizzazione consapevole della propria produzione narrativa, Le appassionate si colloca nel clima culturale del secondo Ottocento, dominato dal paradigma positivista e da una nuova centralità del discorso scientifico. In questo contesto «La scienza è la morale del XIX secolo e la cultura positivista ha sostituito alle categorie metafisiche della ‘virtù’ e del ‘peccato’ quelle più materiali della ‘salute’ e della ‘malattia’, del ‘normale’ e del ‘patologico’. Foucault ha ben dimostrato come, dietro l’oggettività apparente dei nuovi termini, il dibattito scientifico dell’Ottocento non ha fatto altro che interiorizzare in un linguaggio più trasparente le vecchie metafore della morale tradizionale. La malattia è il lato oscuro della vita, il male, il peccato; come la donna è, nella patristica cristiana ma già nel pensiero di Platone, il caos, la tentazione e il fascino del ‘disordine’, di ciò che ha o non ha senso. Studiare la malattia nel XIX secolo significa riflettere su ciò che ha o non ha senso per la società borghese. Così in letteratura l’assunzione della donna come luogo narrativo privilegiato per dire la malattia è un modo alquanto tradizionale per ribadire l’antico primato negativo del femminile».[7]
Come nota Curreri, la cultura italiana della fine dell’Ottocento assimila e propone modelli letterari in linea con la diffusione di conoscenze filosofico-scientifiche che contribuiscono alla formazione dell’immaginario collettivo borghese attraverso la centralità della malattia e la debolezza femminile sfociante nella follia.
Psicologia e rappresentazione della nevrosi
[edit]L’attenzione per la malattia si riflette persino nel linguaggio metaforico: Capuana descrive il romanzo malato[8], riconoscendo nella letteratura un parallelismo con la clinica psichiatrica. In diverse opere come La crisi del romanzo e La nevrosi artistica, lo scrittore esplora l’idea che «un caso letterario equivale a un bel caso patologico»[9], confermando come la malattia nervosa fosse un tema centrale del secondo Ottocento.
Nelle sue novelle, Capuana esplora la nevrosi femminile seguendo un approccio ispirato al metodo scientifico, dunque ritraendone i sintomi non solo attraverso pensieri e parole, ma anche tramite gesti e posture: parole sconnesse, pallore del volto, mani tremanti, pianti improvvisi e singhiozzi esorcizzanti. L’acuto interesse dello scrittore siciliano per la psicologia umana è manifestato proprio nei racconti di quegli anni Novanta che rappresentano il decennio di maggior intensità per la produzione di Capuana. In questa fase, egli non si limita più a raccontare semplici storie, ma aspira a contribuire concretamente alla comprensione dei meccanismi psichici dell’essere umano, sia nel caso di soggetti sani, sia nel caso di soggetti malati. A tal fine, la letteratura viene concepita come strumento di indagine scientifica e psicologica, capace di dialogare con la scienza esplorando i meccanismi della mente umana, anche nei suoi aspetti più oscuri, patologici. È lo stesso scrittore a dircelo nell’avvertenza Al lettore in apertura del romanzo Storia fosca:
«Oggi che il romanzo e la novella son diventati un vero studio psicologico, i caratteri dei personaggi, l’ambiente dovessi vivono, le circostanze che li fanno agire occupano talmente il posto del fatto, prima creduto l’essenziale, che lo stesso fatto può essere ripreso e studiato con varietà indefinita. Da esso, trasportato in altro ambiente, come da invisibile nucleo, si svolge e si non forma un nuovo organismo di caratteri e di sentimenti, cosa più vaghi e indeterminati, ma concreti, determinatissimi, del tal posto, del tale anno; ed è il completo trionfo dell’individuo vivo sull’individuo astratto, sul tipo classico, insomma una perfettamente moderna. Gli amori di una matrogna col figliastro, per esempio, non potevano considerarsi come una novità neppure quando la Curée fu pubblicata. La novità consisteva nei caratteri dei personaggi, nell’ambiente così analiticamente studiato, nei particolari assolutamente parigini, dell’epoca del secondo impero; talchè l’incesto diventava una cosa proprio secondaria di faccia a tutte le circostanze che lo avevano determinato e prodotto. Non rimaneva forse anche tale trasportato in altri luoghi, fra notevolissime differenze di caratteri e di sentimenti? Ed ecco perché non credo che, scrivendo Storia Fosca, io abbia oltrepassato il mio diritto di artista».[10]
Temi e struttura della raccolta
[edit]La critica ha interpretato questo passo anche come una risposta alle accuse di plagio rivolte a Capuana da chi vedeva nella sua novella un’imitazione del romanzo La Curée di Émile Zola, per via del tema dell’incesto tra una matrigna e il figliastro. Risponde infatti chiarendo che nella narrativa moderna non è più il fatto in sé a essere centrale, come avveniva nella narrativa tradizionale, quanto l’ambiente e le circostanze culturali che determinano le azioni dei personaggi. Ciò che interessa a Capuana, però, non è tanto la follia evidente, quanto il processo della degenerazione mentale che può derivare sia da deviazioni sottili della psiche, sia dalle reazioni psicologiche causate da eventi traumatici che ogni individuo manifesta in maniera differente[11].
Circostanze eccezionali possono alterare l’equilibrio mentale dei personaggi, proprio come accade in Storia fosca. L’incesto tra Cecilia e il figliastro non è presentato come un atto di perversione morale o una scellerata trasgressione, ma come l'esito psicologicamente inevitabile di una combinazione di fattori: la giovane età della donna e il suo isolamento, l'assenza del marito, la complicità forzata con un ragazzo vicino a lei per sensibilità ed età. Capuana non giudica i suoi personaggi, ma li osserva, ne segue l’evoluzione interiore, mostra il cedimento progressivo delle loro difese morali, fino a quando — come scrive — «Ogni sentimento era stato soffocato da quel delirio di sensi scoppiato pari a un fulmine in mezzo alla loro serenità gioconda»[12].
Questo approccio lo distingue da autori, appunto, come Zola, che nella Curée aveva raccontato l'incesto in chiave simbolico-sociale, come metafora della decadenza morale della borghesia. Secondo gli studiosi, con Le appassionate Capuana si impegna a superare la fase sperimentale e a dar forma più compiuta alla propria produzione narrativa. L’ordine delle novelle, infatti, non è cronologico ma tematico, frutto di una riflessione critica sulla varietà dei soggetti. Nella raccolta Capuana studia la «fenomenologia della passione d’amore che si articola in una variabile rete di sintomi»[13], e per questo compie una vera e propria rielaborazione d’autore affinché ogni novella orbiti con ordine e coerenza attorno a un tema centrale. La raccolta esplora le molteplici sfaccettature della passione amorosa, dalla gelosia alla nevrosi, dalla psicopatologia alla morte.
Novelle
[edit]La raccolta comprende quindici novelle:
- Tortura
- Povero dottore!
- Raffinatezza
- Convalescenza
- Un melodramma inedito
- Avventura
- Precocità
- Gelosia
- Idem per diversa
- Il piccolo diverso
- Mostruosità
- Adorata
- Evoluzione
- Ribrezzo
- Anime in pena
Bibliografia
[edit]- A. Storti Abate, Introduzione a Capuana, Editori Laterza, Roma-Bari, 1989.
- A. P. Cappella, Invito alla lettura di Luigi Capuana, Mursia, Milano, 1994.
- A. Carta, Le appassionate in camera oscura, in Capuana narratore e drammaturgo. Atti del Congresso per il centenario della morte, Annali della Fondazione Verga, nuova serie, 8, a cura di D. Marchese, Catania, 2015, pp. 111–121.
- L. Curreri, Metamorfosi della seduzione. La donna, il corpo malato, la statua in D’Annunzio e dintorni, ETS, Pisa, 2008.
- G. Luti (a cura di), La crisi del romanzo, in Gli ismi contemporanei. Verismo, Simbolismo Idealismo, Cosmopolitismo e altri saggi di critica letteraria e artistica, F.lli Fabbri, Milano, 1973.
- I. Muoio, Capuana e il modernismo, Pacini Editore, Pisa, 2023.
- E. Rossetti, Quaderni d'italianistica, Vol. II No 1, 1981, pp.78-90.
Note
[edit]- ↑ Nonostante fosse stato fondato un anno prima (da Torelli-Viollier), divenne presto uno dei quotidiani più prestigiosi d’Italia.
- ↑ E. Rossetti, Quaderni d'italianistica, Vol. II No 1, 1981.
- ↑ Cfr. A. Carta, Le appassionate in camera oscura, in Capuana narratore e drammaturgo. Atti del Congresso per il centenario della morte, Annali della Fondazione Verga, nuova serie, 8, a cura di D. Marchese, Catania, 2015, pp. 111–121.
- ↑ A. Storti Abate, Introduzione a Capuana, cit., pp. 117-124.
- ↑ I. Muoio, Capuana e il modernismo, Pacini Editore, Pisa, 2023, p. 5.
- ↑ Nota finale dell'editore, p.155 della III edizione della raccolta Storia Fosca, 1886.
- ↑ L. Curreri, Metamorfosi della seduzione. La donna, il corpo malato, la statua in D’Annunzio e dintorni, Pisa, ETS 2008, p. 38.
- ↑ Lo definisce tale ne La crisi del romanzo, in Gli ismi contemporanei. Verismo, Simbolismo Idealismo, Cosmopolitismo e altri saggi di critica letteraria e artistica, a cura di G. Luti, Milano, F.lli Fabbri 1973, pp. 40-41.
- ↑ Vedi A. Carta, Le appassionate in camera oscura, in Capuana narratore e drammaturgo. Atti del Congresso per il centenario della morte, Annali della Fondazione Verga, nuova serie, 8, a cura di D. Marchese, Catania, 2015, pp. 111–121, p. 117, nota 12 in cui l’autrice cita le opere interessate.
- ↑ L. Capuana, Storia Fosca, Catania, Giannotta, 1886, pp. V-VI.
- ↑ A. Storti Abate, Introduzione a Capuana, cit., pp. 88-90.
- ↑ L. Capuana, Storia Fosca, cit., p. 22.
- ↑ A. P. Cappella, Invito alla lettura di Luigi Capuana, Mursia, Milano, 1994, p. 106.