La vita nuda
La Vita Nuda
[edit]L'introduzione a La Vita Nuda
[edit]La vita nuda è una raccolta di novelle scritte da Luigi Pirandello, appartenente all'opera intitolata Novelle per un anno.
Quest'ultima vede la collaborazione con Bemporad e la successiva pubblicazione nel 1922.
Pirandello ha l'idea di distribuire le novelle in un solo volume oppure in dodici volumi, rappresentativi dei mesi dell’anno. Alla fine, però, accetta la scelta dell’editore di far uscire ventiquattro libri, come le ore in un giorno, così da porre l’idea della brevità dell’esistenza umana. L’editore decide di pubblicare in modo indipendente i volumi che contengono le quindici novelle e che si intitolano come la prima novella che contengono.[1]
Vengono pubblicati nel 1922 con Bemporad i primi cinque volumi: Scialle nero, La vita nuda, La rallegrata, L’uomo solo e La mosca.[2]
Nel 1932 lo scrittore preferisce cambiare casa editrice e sceglie la Mondadori. Questa ripubblica i libri già usciti e aggiunge altre due raccolte.[3] Al giorno d’oggi Novelle per un anno ha in tutto duecentoventicinque racconti però ci sono altre ventisei novelle che sono state escluse da questo lavoro.
Il genere
[edit]La novella è il genere prediletto da Pirandello. Il suo legame con il racconto breve è dato da necessità economiche: si diffonde in Italia molto facilmente attraverso quotidiani e periodici ed è molto apprezzato.[4] Si configura come il genere della modernità.
La brevità della novella permette allo scrittore di approfondire particolarità, elementi del mondo fisico e psichico.[5]
Pirandello fa incontrare la novella con il genere della tragedia: la forza della tragedia è immediata, diretta, quasi violenta e si concentra sul particolare, sull’attimo, in cui rientra il concetto dell’eccesso, gesto ultimo e disperato, una ricerca della verità dell’uomo. Questa logica tragica si trova in molte novelle pirandelliane.[6]
La struttura
[edit]L’organizzazione della raccolta segue due criteri differenti. Da un lato, un ordine sincronico, che concentra i nuclei tematici principali dell’intera raccolta nella novella d’apertura, con cui ne condivide il titolo.[7] Dall’altro, un ordine di tipo diacronico: le quindici novelle delineano infatti un percorso dello scrittore, inteso come ricerca di una verità o come interrogazione costante di fronte a un fatto incomprensibile. Questo percorso si configura anche come un’indagine introspettiva, poiché l’autore sembra esplorare il proprio io attraverso i personaggi.
Non si riscontra un ordine cronologico o tematico nella disposizione delle novelle; al contrario, lo scrittore intende suggerire un’idea di unità di significato, sovvertendo il modello della disposizione ordinata del Decameron.[8]
La storia editoriale
[edit]La vita nuda, inizialmente, viene editata da Treves nel 1910.

Questa comprende 17 novelle, compare in rivista tra il 1902 e il 1907, tra le quali otto vengono pubblicate su «Il Marzocco».
«Il Marzocco» è un settimanale fiorentino fondato dai Orvieto e una delle principali sedi della collaborazione pirandelliana tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento.
Il periodo in cui prende forma La vita nuda coincide con una fase particolarmente intensa dell’attività intellettuale dello scrittore. Negli stessi anni Pirandello si dedica infatti alla riflessione teorica sull’arte e sull’estetica, che confluirà nel saggio L’umorismo(1908), lavora al romanzo I vecchi e i giovani e avvia un lavoro di riscrittura di opere precedenti, come L’esclusa.
Questo periodo turbolento è rappresentato da una lettera che Pirandello invia a Emilio Treves:
«[...] Vorrei, non avendo pubblicato nulla durante quest'anno, che
su la fine dell'inverno o al cominciar della primavera uscisse il
1896 e il 1909,
volume delle novelle La vita nuda con una bella copertina illustra
ta. Per l'inverno del 1909 m'impegno d'aver pronto Suo marito.» [9]
Nel 1908 viene stipulato il contratto tra Pirandello e la casa editrice Treves, con la promessa di realizzare delle nuove novelle da pubblicare nella raccolta intitolata La vita nuda; tra i titoli abbozzati ritroviamo i seguenti: La vita nuda, L’uscita del vedovo, Pallino e Mimì, Senza malizia, Fuoco alla paglia, La toccatina, Acqua amara, Dal naso al cielo, Di guardia, Nel segno, La buon'anima, Tutto per bene, La fedeltà del cane, Il gancio.
Questa lista, però, subirà delle modifiche: innanzitutto le novelle saranno in totale diciassette; Il gancio muterà in Il dovere del medico ed, infine, verranno aggiungi altri titoli quali La casa del Granella, Distrazione, Pari e La cassa riposta.
In seguito, la casa editrice Bemporad curò una nuova edizione nel 1922 , quando Pirandello avviò la sistemazione definitiva del progetto Novelle per un anno : ciascuno dei due volumi doveva contenere quindici novelle , ordinate secondo il criterio di porre in apertura la novella che avrebbe dato il titolo al libro. Per raggiungere questo numero, Bemporad eliminò dalla raccolta La vita nuda due testi — Di guardia e La cassa riposta — che confluirono nella raccolta L'uomo solo. Questa struttura definitiva pone come primo titolo la novella La vita nuda, che conferisce il titolo alla raccolta, volta a simboleggiare uno dei temi portanti: il contrasto tra la vita rappresentata nella sua nudità, ossia nelle sue illusioni e disillusioni, e l’uomo che tenta di coprirla, al fine di fuggire dalla realtà dolorosa e cruda.
La critica a La Vita nuda
[edit]La raccolta La vita nuda ha suscitato fin dalla sua pubblicazione un ampio dibattito critico.
Ettore Janni, tra i più attenti studiosi dell’opera pirandelliana, esprime nel 1910 un giudizio fortemente positivo, sottolineando come uno dei principali pregi della raccolta risieda nella capacità dell’autore di vivificare l’argomento attraverso «la felice e armoniosa evidenza realistica dei particolari». Secondo Janni, l’umorismo rappresenta «l’arte dei particolari», e Pirandello dimostra in queste novelle una padronanza tale da risultare, in più punti, «veramente magistrale».[10]
Di segno diverso è invece il giudizio di Giuseppe Piazza, il quale individua le prove migliori della raccolta proprio nei racconti in cui l’elemento umoristico risulta attenuato o assente, privilegiando una lettura più orientata verso il pessimismo e la riflessione morale.
Una sintesi significativa delle caratteristiche della raccolta è infine proposta da Rosso di San Secondo, che riconosce in questi racconti la compresenza di pessimismo, umorismo, pietà e forza riflessiva, elementi che concorrono a definire l’originalità e la complessità della visione pirandelliana.[11]
Analisi filologica
[edit]Le novelle che compongono la raccolta sono il risultato di un lungo processo di riscrittura, il quale presenta dei risvolti interessanti dal punto di vista filologico. L'analisi delle diverse stesure permette di visionare le scelte apportate Pirandello, le quali interessano diversi piani del testo.
Sul piano tematico e ambientale si può notare una certa predilezione per gli spazi chiusi e domestici, ai quali viene conferita una dimensione quasi claustrofobica. Quest'ultima quale viene intensificata da personaggi che vivono all'interno di una quotidianità ripetitiva, che li conduce alla solitudine, e dalla quale non possono uscire. Questa visione è perfettamente legata al cuore pulsante della raccolta, la quale vuole porre al centro dell'attenzione del lettore la dicotomia tra accettare che la vita sia nuda, ossia spoglia da ogni costruzione sociale, e la volontà dell'uomo di coprirla, così da non dover fare i conti con la sua crudeltà.
Dal punto di vista sintattico Pirandello tende a semplificare la struttura del periodo, preferendo la paratassi e prediligendo frasi brevi e giustapposte. Questa scelta è influenzata dal voler creare ritmo e musicalità, lasciando in secondo piano la correttezza grammaticale. Questo porterà l'autore ad intervenire spesso sull'interpunzione, così da poter spezzare il periodo e rendere più fluido il discorso. Nell'edizione del 1922, per creare ancora più fluidità e ritmicità, Pirandello fa uso anche del capoverso.
Dal punto di vista lessicale vi sono delle revisioni significative, che orientano il testo verso una lingua "media", di uso comune, con la conseguenza dell'abbandono di alcune forme arcaiche a favore di vocaboli più moderni. A questa scelta viene legata una progressiva eliminazione di alcuni pronomi come "egli" ed "ella", sostituite con forme più vicino al parlato.
Infine vi sono numerosi interventi macrotestuali, che vertono sulle descrizioni ambientali e sulle digressioni narrative, alcune delle quali eliminate perchè non furono ritenute essenziali per lo sviluppo dei personaggi o, in generale, al ritmo narrativo. Le modifiche riguardano anche l’impianto complessivo delle novelle, inclusi gli incipit e i finali, spesso resi più concentrati ed efficaci. Più rari, ma significativi, sono infine gli interventi sull’onomastica, limitati a personaggi secondari e a luoghi, a conferma della costante attenzione dell’autore per la coerenza e l’equilibrio del testo.[12]
Le Novelle
[edit]Bibliografia
[edit]- L. Bonanni, La filosofia della Vita nuda, umorismo e pessimismo radicale nel mondo di Pirandello, Tesi di dottorato, Università di Roma, 2020/2021.
- G. Carretta, Morte e alienazione nelle Novelle per un anno di Luigi Pirandello, Tesi di Laurea magistrale, Università Ca’ Foscari di Venezia, 2012/ 2013.
- P. Gibellini, Le novelle di Pirandello: “Sparpagliamento” o “raccolta”?, in «Notes and Gleanings/ Note e Curiosità», Venezia, pp. 84-88.
- A. Marini, Questioni di forma in “Novelle per un anno” di Luigi Pirandello: storia, struttura, modelli, XXIV Brno, 2004, pp.127-137.
- L. Pirandello, Saggi, Poesie e Scritti vari, Milano, Mondadori, 1977, a cura di Manlio Lo Vecchio-Musti
- L. Pirandello, Novelle per un anno, I, Milano, Mondadori, 2021, a cura di M. Venturini, F. Tomassini, F. Miliucci.
Sitografia
[edit]Pirandello nazionale
Pirandello web
Note
[edit]- ↑ P. Gibellini, Le novelle di Pirandello: “Sparpagliamento” o “raccolta”?, in «Notes and Gleanings/ Note e Curiosità», Venezia pag 85
- ↑ G. Carretta, Morte e alienazione nelle Novelle per un anno di Luigi Pirandello, Tesi di Laurea magistrale, Università Ca’ Foscari di Venezia, 2012/ 2013, p. 2
- ↑ A. Marini, Questioni di forma in “Novelle per un anno” di Luigi Pirandello: storia, struttura, modelli, XXIV Brno, 2004, p.127
- ↑ A. Marini, Questioni di forma in “Novelle per un anno” di Luigi Pirandello: storia, struttura, modelli, XXIV Brno, 2004, p. 128
- ↑ A. Marini, Questioni di forma in “Novelle per un anno” di Luigi Pirandello: storia, struttura, modelli, XXIV Brno, 2004, p. 129
- ↑ A.Marini, Questioni di forma in “Novelle per un anno” di Luigi Pirandello: storia, struttura, modelli, XXIV Brno, 2004, p.130
- ↑ P. Gibellini, Le novelle di Pirandello: “Sparpagliamento” o “raccolta”?, in «Notes and Gleanings/ Note e Curiosità», Venezia pag 86
- ↑ P. Gibellini, Le novelle di Pirandello: “Sparpagliamento” o “raccolta”?, in «Notes and Gleanings/ Note e Curiosità», Venezia Pag 87
- ↑ Lettera di Luigi Pirandello a Emilio Treves in Sarah Zappulla Muscarà, Pirandello, Verga, Capuana e De Roberto, in Annamaria Andreoli (a cura di), I libri in maschera. Luigi Pirandello e le biblioteche., De Luca, Roma, 1996, pp. 143-144.
- ↑ G. Carretta, Morte e alienazione nelle Novelle per un anno di Luigi Pirandello, Tesi di Laurea magistrale, Università Ca’ Foscari di Venezia, 2012/ 2013, p. 5
- ↑ G. Carretta, Morte e alienazione nelle Novelle per un anno di Luigi Pirandello, Tesi di Laurea magistrale, Università Ca’ Foscari di Venezia, 2012/ 2013, p.6
- ↑ Note filologiche a cura di Francesca Tomassini, in L. Pirandello, Novelle per un anno,I, Milano, Mondadori, 2021, a cura di M. Venturini, F. Tomassini, F. Milucci, pp.559-562.