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La fedeltà del cane

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Viene pubblicata inizialmente nella rivista Il Marzocco nel 1904 e, successivamente, nell’edizione Treves de La Vita nuda nel 1910.

Trama

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Il protagonista è don Giulio del Carpine, il quale intrattiene una relazione con donna Giannetta, la quale è sposata con Lulù Sacchi. Durante un incontro i due amanti parlano dei rispettivi coniugi e, in particolare modo, Giannetta sostiene che Livia, moglie di Giulio, abbia una relazione extraconiugale con Lulù; non si limita all’accusa ma suggerisce all’amante anche il luogo in cui i due si incontrerebbero. Don Giulio si reca proprio in questo posto in cui incontra Lulù, il quale si trovava lì solo perché sospettoso che la moglie lo tradisca.
Giulio ha con sé il cane di Livia, Liri, il quale dimostra un atteggiamento affettuoso con entrambi gli uomini: la fedeltà del cane è sinonimo dell’infedeltà della padrona.
I due uomini, confusi ed imbarazzati, vedono uscire dal luogo in cui si trovano Livia in compagnia di un giovane, Toti, il quale si rivela essere il terzo amante.
Lulù, arrabbiato, va via e Giulio invece è spiazzato dal disgusto e va via lasciando solo il cane. Liri, però, corre dietro il padrone il quale lo manda via brutalmente: Giulio è disgustato dalla fedeltà dell’anima, poiché entra in un grande contrasto con l’infedeltà umana.[1]

Note

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