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La Vita Nuda

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La vita nuda è una novella scritta da Luigi Pirandello, dalla quale viene tratto il titolo dell'omonima raccolta. La novella mette in rilievo alcuni dei temi portanti della poetica pirandelliana, focalizzandosi sul rapporto tra vita, forma e arte.

Trama
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La giovane Giulia Consalvi rimane improvvisamente sola alla vigilia delle nozze per la morte del fidanzato Giulio Sorini; per questo motivo decide di commemorarlo commissionando un monumento funebre. L'opera doveva rappresentare, in chiave simbolica, la Vita che sposa la Morte.
Giulia si reca nello studio dello scultore Costantino Pogliani, artista mondano ed elegante, dove è presente anche Ciro Colli, scultore povero ma dotato di grande talento, autore del primo bozzetto del gruppo statuario. La giovane illustra ai due artisti la propria idea: uno scheletro, simbolo della morte, che porge un anello a una giovane donna, emblema della vita, la quale però deve essere coperta per ragioni di pudore. Colli si trova in totale disaccordo, poiché la vita per essere autentica deve essere rappresentata nuda.
Polignani, invece, decide di recarsi personalmente a casa della giovane vedova, impartendole delle lezioni di pittura, al fine di poter rappresentare lo scheletro con le sembianze del fidanzato defunto. I due si legano sentimentalmente e Giulia, inconsapevolmente, si riapre alla vita.
Il monumento scultorio viene edificato a quattro mani e a,lla fine, avrà la meglio l’idea di Colli; nonostante la vita venga rappresentata nuda, questa non avrà i tratti di Giulia, poiché Polignani vuole salvaguardare Giulia, proibendo di spogliare la donna reale.

Personaggi

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  • Ciro Colli: sculore povero, anticonformista e con una spiccata ironia. Vuole difendere l'arte da ogni dogma sociale, motivo per cui porta avanti l'idea di rappresentare la vita nuda;
  • Giulietta Consalvi: una giovane vedova segnata fortemente dal lutto, al punto tale da rintanarsi nel suo dolore, al punto di soffocare anche la sua vena artistica. Riuscirà a riscattarsi grazie all'incontro con l'artista Costantino Pogliani, per cui inizierà a provare un sentimento che la aiuterà ad riaprirsi alla vita;
  • Costantino Pogliani: scultore mondano, abile nella tecnica ma privo di immaginazione creativa, motivo per cui è disposto a sacrificare l'arte al fine di poter accontentare le richieste della società. Alla fine della novella si inna morerà di Giulia, motivo per cui consentirà alla realizzazione della vita nuda, ma a patto che questa non presenti le fisionomie della giovane vedova.
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Analisi ed interpretazione

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La vita nuda di Pirandello basa la sua essenza sulla dicotomia tra vita e morte. Lo stesso autore, in un appunto teorico confluito nel saggio intitolato «Saggi, Poesie e Scritti vari».[1], chiarisce come la vita abbia una forza innata tale che “si dà una forma”.[2] Tuttavia, nel momento in cui si determina, si nega poiché "l’essere s’uccide in ogni forma, o si nega".[3], dando vita ad un processo contraddittorio ed inesauribile. Attraverso questa novella Pirandello vuole dimostrare in che modo l’arte può entrare in contatto con la vita e questa sua duplice forza, mostrando quali sono le condizioni affinché ciò avvenga. L’autore ci anticipa con una battuta di uno dei protagonisti, Ciro Ciolli, quali sono queste condizioni: "Ma no, nuda, nuda, nuda! la Vita dev'esser nuda, signorina mia, che c’entra!".[4] Pirandello, con la voce del suo personaggio, spiega come la vita deve essere priva di alcuna sovrastruttura sociale, morale o retorica. Attraverso la nudità, non solo vita ed arte entrano in contatto, ma questa diviene il cardine dell’autenticità artistica, contrariamente il «coprire» non rappresenta altro che il voler sopprimere la forza vitale. Nella novella questo concetto viene formulato mediante situazioni narrative e simboliche, un esempio è dato dalla volontà di Giulia Consalvi di coprire il monumento funerario, una mera allegoria volta a rappresentare la volontà di mascherare il dolore provocato dal lutto. A questo concetto si oppone la volontà di Ciro Colli pronto a rappresentare la vita nuda, ossia una vita che accoglie tutte le contraddizioni. Questa scelta simboleggia il voler mostrare la realtà nella sua totale contraddizione, allontanando ogni volontà umana di disegnare la vita in modo edulcorato o sublimare. Fondamentale è anche il contrasto tra i due artisti Ciro Colli e Costantino Pogliani, «l’artista autentico e la sua brutta copia, lo scultore elegante»[5].

Colli adopera l’arte come strumento per smascherare la realtà, rifiutando ogni tipo di ornamento volto ad alterarla, mostrando la sua parte più cruda. Pogliani adotta un atteggiamento più prudente: non vede l’arte come un espediente collettivo, motivo per cui ridimensiona la sua efficacia alla sfera individuale. Questo conflitto mette in chiaro un pensiero cardine in Pirandello, ossia che l’opera d’arte deve avere una forma peculiare, che prende forma dal rapporto diretto con la vita. Al centro tra i due artisti si colloca Giulia Consalvi, un personaggio ambiguo ed ambivalente; poiché da un lato è dotata di una forte immaginazione, lei «ha la capacità di visione che contraddistingue il genio in campo artistico, e tuttavia non sa esprimersi nell’opera, perché le mancano il sentimento e la passione che potrebbero dare vita all’immagine nella sua mente.» [6] Nonostante abbia tutte le carte in regola per rappresentare un genio artistico, non riesce a dar concretezza alla sua immaginazione, poiché il dolore è veicolato dalla ragione e non dal sentimento. Giulia, quindi, se da un lato vorrebbe abbandonarsi all’idea di realizzare la «Vita nuda», al contempo la sua riservatezza la tiene ancora all’idea di coprire la scultura e, implicitamente, la sua interiorità. Nella scena finale Colli dialoga con uno scheletro:

Ciro Colli dialoga con lo scheletro

"E tu perché te ne sei andato a caccia. Vedi come ti sei conciato, caro mio? Brutto… le gambe secche… tutto secco… Diciamo la verità, ti pare che codesto matrimonio si possa combinare? (…) Ma che vestire! Nuda la vogliono ora… la Vita nuda, nuda e cruda com’è, caro mio!". [7]

In questo dialogo l’elemento che prevale è l’ironia, la quale contribuisce alla realizzazione dell’umorismo pirandelliano: la morte viene schernita dal suo stesso creatore, poiché è Ciro Colli che dà forma alla morte/scheletro travestendolo come se fosse il fotografo Giulio Sorini. Al contempo è lo stesso Colli a creare la vita nuda, riuscendo a far comprendere l’importanza di rappresentare la vita senza alcuna maschera né alcuna consolazione. L’epilogo non decreta alcuna vittoria morale, né per l’arte né per la vita, bensì mostra l’effettivo smascheramento delle illusioni umane. Giulia accetta di rappresentare la vita nuda ed è proprio questa scelta che la porta ad accogliere il lutto, senza alcuna idealizzazione. L’umorismo pirandelliano non vuole edulcorare la brutalità della vita, ma mostra la sua autentica nudità, dalla quale nessuno può riscattarsi.

Note

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  1. Luigi Pirandello, Saggi, Poesie e Scritti vari (a cura di Manlio Lo Vecchio-Musti), Milano, Mondadori, 1977.
  2. Luigi Pirandello, Saggi, Poesie e Scritti vari (a cura di Manlio Lo Vecchio-Musti), pp. 1275-1276.
  3. Luigi Pirandello, Saggi, Poesie e Scritti vari,cit., pp. 1275-1276.
  4. Luigi Pirandello, Novelle per un anno I, a cura di F. Tomassini – M. Venturini, Introduzione di Simona Costa, Milano, Mondadori, 2023, p. 245.
  5. Luisa Bonanni, La filosofia della vita nuda. Umorismo e pessimismo radicale nel mondo di Pirandello, tesi di dottorato in Filosofia, Università degli Studi di Roma «Tor Vergata» – Università degli Studi «Roma Tre»,a.a. 2020/2021, p 159.
  6. Luisa Bonanni, La filosofia della vita nuda. Umorismo e pessimismo radicale nel mondo di Pirandello,cit., p.162.
  7. Luigi Pirandello, Novelle per un anno I, cit., p. 254