Il pipistrello
Il pipistrello è la quindicesima e ultima novella inserita da Luigi Pirandello nella raccolta Scialle nero, attraverso cui l'autore approfondisce il tema del teatro e il rapporto che intercorre tra finzione scenica e realtà. [1]
Trama
[edit]Il commediografo Faustino Perres attende con ansia la rappresentazione della sua nuova commedia, costruita intorno alla figura di un cardinale che ospita nella propria casa la cognata vedova e la giovane nipote in età da marito. Sua Eminenza, un tempo innamorato della cognata, tenta ora di combinare un matrimonio tra la nipote ribelle e un giovane da lui cresciuto e protetto, che nonostante venga presentato come il figlio di un suo vecchio segretario, si rivelerà legato a un antico segreto della sua giovinezza.
Perres è convinto che la sua commedia avrà un ottimo successo. Tutto è pronto. C’è solo un problema: un pipistrello.
L’animale, che doveva aver fatto il nido tra le travi del tetto dell’Arena, ogni sera veniva attratto dalle luci che illuminavano il palcoscenico e iniziava a svolazzare come impazzito tra gli attori, creando disagi alla rappresentazione e un terrore incontrollabile in una delle attrici, Gàstina. La ragazza era stata più volte sul punto di svenire vedendoselo volare accanto durante le prove e non sapeva più se sarebbe riuscita a recitare la sua parte con naturalezza a causa della tensione e della forte paura.
Faustino Perres, spaventato per le sorti della sua commedia, a un solo giorno dalla rappresentazione, supplica il capocomico di far salire sul tetto degli operai che si occupino di cacciare via il pipistrello. L’uomo, però, ritiene ridicola la paura dell’attrice, che attribuisce alla convinzione che il pipistrello le si possa impigliare tra i capelli costringendola a tagliarli. Secondo lui, Gàstina dovrebbe concentrarsi sulla sua parte invece che su simili sciocchezze.
Prima che inizi la prova generale, l’attrice propone un piccolo cambiamento nella rappresentazione per far un dispetto al capocomico e per allontanare il pipistrello: essendo la creatura attratta dalla luce presente sulla scena, la scelta più logica sarebbe quella di introdurre una battuta con cui, all’occorrenza, si spegnesse il lume. Perres crede che la ragazza stia scherzando, ma lei insiste, dicendogli che se vuole ricreare la realtà con la sua arte deve considerare anche la presenza del pipistrello. Nella vita reale, infatti, la comparsa dell’animale genererebbe uno scompiglio tale da interrompere qualunque attività. Gàstina non può dunque ignorare la cosa se vuole restare coerente al personaggio di Livia e alle reazioni che susciterebbe l’arrivo di un pipistrello nella giovane nipote del cardinale. Perres cerca di farla ragionare dicendole che il pipistrello non fa parte della realtà che lui ha creato, ma la giovane ribatte prontamente che non risponderà delle sue azioni durante la rappresentazione; anche se non l’ha inserito lui, quel pipistrello esiste davvero ed entrerà di certo nella sua commedia.
La sera della prima Perres è così concentrato sull’accoglienza tiepida che il pubblico sta riservando alla sua commedia da dimenticarsi del pipistrello. Quando però la bestiolina inizia a svolazzare in giro durante la parte di Gàstina, Perres comincia a temere il peggio. La giovane, infatti, cerca di mantenere il contegno per il bene della commedia, ma, davanti all’insistenza del pipistrello, non riesce più a mantenere i nervi saldi e sviene tra le braccia di Sua Eminenza dopo aver gridato terrorizzata.
Dal pubblico s’innalza un frastuono crescente che inizialmente il commediografo, ancora sconvolto, fatica a ricollegare agli applausi entusiasti degli spettatori, rimasti colpiti dalla bravura e dal realismo che Gàstina è riuscita a portare in scena.
Conclusa la rappresentazione a causa dello svenimento dell’attrice, il capocomico discute con Perres dell’andamento della prima e pretende che il commediografo, contrario alla cosa, faccia in modo di riprodurre lo stesso effetto anche la sera successiva, aggiungendo uno svenimento alla trama della commedia, se è necessario. Gàstina si oppone all’idea perché, per quanto possa fingere un altro svenimento, teme che il pipistrello possa spaventarla al punto di farla svenire anche prima o dopo la scena prevista.
Alla fine, Faustino Perres, convinto che la sua opera abbia avuto successo solo a causa di un elemento esterno che si era introdotto nella sua arte, contaminandola e illudendo il pubblico, decide di ritirare la sua commedia.
Commento
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Nel corpus di Novelle per un anno, Il pipistrello occupa una posizione singolare, in quanto è l’unico testo dell’intera produzione novellistica pirandelliana a concentrarsi sul tema del teatro.
La novella riflette sul rapporto tra realtà e finzione attraverso l’uso di un espediente narrativo imprevisto che fa irruzione nel bel mezzo di una rappresentazione teatrale: un pipistrello. La presenza dell’animale, essere reale, mette alla prova la tenuta della finzione scenica. Infatti, se gli attori lo ignorano la realtà del palcoscenico si rivela artificiosa, mentre se reagiscono è la finzione stessa a trasformarsi in realtà.
Questa frattura tra finzione e realtà trova il suo culmine nella decisione finale di Faustino Perres di ritirare la commedia. Il successo improvviso e travolgente della scena dello svenimento, accolto dal pubblico come un momento di straordinaria attorialità, non dipende dall’arte dell’autore, ma dall’irruzione casuale del pipistrello. Perres comprende allora che la sua opera non gli appartiene più: la realtà esterna, imprevedibile e incontrollabile, ha preso il sopravvento sulla finzione che egli aveva costruito, dimostrando che l’opera d’arte, una volta creata, sfugge al controllo dell’autore. [2]
Pirandello costruisce la teatralità della novella attraverso una serie di scelte stilistiche e narrative che accentuano la dimensione meta-teatrale del racconto. Il ritmo della prosa, scandito da frasi brevi, dialoghi serrati, scene rapide e un’attenta descrizione della gestualità dei personaggi, aiuta a riprodurre la concitazione e la tensione crescente presente tra gli attori. [3] La novella risulta interamente modellata secondo una logica teatrale, come se fosse pensata in tutto e per tutto per la dimensione teatrale [4].
Storia editoriale
[edit]La novella Il pipistrello fu pubblicata per la prima volta, con l’aggiunta del sottotitolo novella, nel 1920 su La Lettura, rivista mensile illustrata del Corriere della Sera, attiva dal 1901 al 1946 e poi riproposta dal 2011 come supplemento all’edizione domenicale del quotidiano.[5]
A pochi anni dalla prima stesura, la novella venne rielaborata dall’autore con interventi mirati a snellire la prosa e ad accentuare la dimensione teatrale del racconto, per poi essere inserita nel 1922 all’interno della raccolta Scialle nero. Il volume, edito da Bemporad, inaugura il più ampio progetto editoriale delle Novelle per un anno, articolato in tredici volumi. In seguito, Mondadori ne curò una nuova edizione nella collana «Omnibus», ampliando la raccolta con un quattordicesimo volume nel 1934 e un quindicesimo pubblicato postumo nel 1937.[6]
Note
[edit]- ↑ Bellinzani Debora, Un percorso di lettura tra le novelle di Scialle nero, in Le novelle di Pirandello «raccolte», a cura di Stefano Milioto, Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2022, p. 130.
- ↑ Bellinzani Debora, Un percorso di lettura tra le novelle di Scialle nero, in Le novelle di Pirandello «raccolte», a cura di Stefano Milioto, Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2022, p. 130.
- ↑ Messina Raffaele, La contaminazione dei movimenti narrativi nella raccolta «Scialle nero» di Luigi Pirandello, in «Critica Letteraria», XXXV (2007), IV-137, pp. 667-668.
- ↑ Barilli Renato, Pirandello. Una rivoluzione culturale, Milano, Mondadori, 2005 p. 54.
- ↑ Bellinzani Debora, Un percorso di lettura tra le novelle di Scialle nero, in Le novelle di Pirandello «raccolte», a cura di Stefano Milioto, Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2022, p. 130.
- ↑ Venturini Monica, Scialle nero, in Pirandello Luigi, Novelle per un anno 1, Milano, Mondadori, 2025, p. 540.
Bibliografia
[edit]- Barilli Renato, Pirandello. Una rivoluzione culturale, Milano, Mondadori, 2005.
- Bellinzani Debora, Un percorso di lettura tra le novelle di Scialle nero, in Le novelle di Pirandello «raccolte», a cura di Stefano Milioto, Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2022.
- Messina Raffaele, La contaminazione dei movimenti narrativi nella raccolta «Scialle nero» di Luigi Pirandello, in «Critica Letteraria», XXXV (2007), IV-137, pp. 651-680.
- Venturini Monica, Scialle nero, in Pirandello Luigi, Novelle per un anno 1, Milano, Mondadori, 2025.