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Il dovere del medico

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Il Dovere del medico risulta il testo più antico, del 1902, pubblicato su La Settimana con il titolo Il Gancio, poi incluso nella raccolta del 1910 pubblicata da Treves.

Trama

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In questa novella si affronta il tema della mancata fiducia nei confronti delle leggi e della scienza del medico.
Si collega al titolo precedente del racconto, Il Gancio, un altro argomento: la logica di rispondere sempre alle azioni che si compiono e che trattengono a sé come un gancio a cui è appesa la vita.[1]
Tommaso Corsi ha una relazione con Angelica, una donna sposata. Non appena i due vengono scoperti dal marito di lei, Tommaso reagisce alla rabbia dell’uomo uccidendolo. Il protagonista ha riportato delle ferite e quindi, tornato a casa, viene curato da un medico. Tuttavia al pensiero di scontare la pena in carcere opta per il suicidio.
Tommaso si rivolge al dottore, corso in aiuto per salvarlo, spiegando che non avrebbe senso ridargli la vita se poi a causa della legge ingiusta dovrà andare in galera, luogo che lo priverà dell’esistenza stessa. Il medico allora volontariamente lo lascia spegnersi rinunciando al proprio dovere.[2] A proposito, si induce il lettore a interrogarsi sul dovere del medico e quindi se la scelta finale che si compie nei confronti di Tommaso sia corretta o se il dottore avrebbe dovuto tentare di salvare anche chi ha scelto già di affrontare la morte.

Note

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  1. S. COSTA, Introduzione, in L. Pirandello, Novelle per un anno, I, Milano, Mondadori, 2021, a cura di M. Venturini, F. Tomassini, F. Miliucci, p. 17-18
  2. G. CARRETTA, Morte e alienazione nelle Novelle per un anno di Luigi Pirandello, Tesi di Laurea magistrale, Università Ca’ Foscari di Venezia, 2012/ 2013, p. 61.