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=La genesi del romanzo= Pirandello concepisce ''I vecchi e i giovani'' nel 1894 e a ridosso degli eventi storici che lo avevano ispirato, probabilmente per il desiderio dello stesso di comporre un trittico siciliano che includesse anche altre sue opere, quali ''L'esclusa'' e ''Il turno'', e tra il 1899 e il 1901 si protrae una fase di ideazione.<ref>Cfr. L. Pirandello, | Romanzi | 3 | ''I vecchi e i giovani'', cit., p. XIII.</ref> La prima pubblicazione del romanzo avvenne sulla rivista «Rassegna contemporanea» nel 1909. I materiali preparatori che la precedono mostrano una trama esile e lineare, distante dal risultato finale, in cui assumono un ruolo centrale lo scontro tra le generazioni e il fallimento degli ideali risorgimentali e socialisti. Tra questi materiali va osservato ''Traccia di lavoro'' databili tra il 1896 e il 1899 e conservati alla Houghton Library, in cui compaiono i protagonisti Mauro Mortara e Landino Laurentano, presentati in posizione antitetica: Mauro è rappresentato come custode del mito del Risorgimento, mentre Landino si pone come suo opposto, poiché è infervorato dalla causa socialista con la quale contamina le menti dei cittadini.<ref>Cfr. O. Frau, ''Per un manoscritto de I vecchi e i giovani'', in «Ariel. Quadrimestrale di drammaturgia dell'Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo», XVIII, gennaio-aprile 2003, pp. 123-151. </ref> Alla fine di questo materiale preparatorio Mauro e Landino vengono sconfitti dalle truppe nazionali poiché Mauro, identificato come plebeo durante un comizio a Favara, viene ucciso dalle stesse mentre Landino assiste impotente al fallimento della rivolta, promossa da lui medesimo. Analogamente si assiste anche alla morte di Ippolito, avvenuta dopo che egli stesso si era riappacificato con Don Francesco, suo fratello, per mezzo dell'intercessione del vescovo. Pertanto in ''Traccia di lavoro'' si può notare come Pirandello non racconti una vicenda storica ma piuttosto il rovello del suo tempo.<ref>Cfr. M. Giuffrida, Pirandello e ''I vecchi e i giovani'': l'officina del romanzo, cit., p. 52.</ref> Un altro materiale preparatorio è il ''Taccuino di Harvard'', i cui abbozzi, databili tra il 1899 e il 1900, risultano particolarmente ricchi e delineano il percorso elaborativo dello scrittore. E' rilevante osservare, come in questa fase, Pirandello introduce nuove modalità di lavoro creando situazioni, personaggi ed espressioni che vengono spostati da un testo all'altro, talvolta per svilupparsi ulteriormente, talvolta per rimanere invariati.<ref>Cfr. G. Macchia, ''Introduzione'', in L. Pirandello, ''Tutti i romanzi'', Milano, Mondadori, 1973, pp. XIII-XIV. </ref> Inoltre, una novità del ''Taccuino di Harvard'' è l'introduzione di Flaminio Salvo, la cui vicenda è delineata già negli appunti preparatori: egli era un proprietario delle zolfare ed un banchiere, la cui figlia è innamorata di un ingegnere. Quest'ultimo si rovina in seguito all'infatuazione per l'amante del capo.<ref>Cfr. L. Pirandello, ''Taccuino di Harvard'', a cura di O. Frau e C. Gragnani, Mondadori, Milano 2002, cc. 62r-v., pp. 118-119.</ref> In riferimento a ciò, è importante precisare che le vicende di Flaminio Salvo e dei personaggi non sono legati agli eventi narrati in ''Traccia di lavoro'' ma contribuiscono ad ampliare il quadro complessivo senza, però, amalgamarsi con esso.<ref> Cfr. O. Frau, ''Per un manoscritto de I vecchi e i giovani'', cit., p. 147.</ref> Ciò si spiega, probabilmente, con la consapevolezza da parte di Pirandello dell'assenza della borghesia nell'affresco sociale da lui delineato.<ref>Cfr. M. Giuffrida, Pirandello e ''I vecchi e i giovani'': l'officina del romanzo, cit., p. 56.</ref> La fase di ricerca di equilibrio tra le componenti destinate a dare vita a ''I vecchi e i giovani'' si concluse nel 1903, dopo la pubblicazione della novella ''Pianto segreto'', molto vicina al romanzo, la quale viene inserita come primo capitolo della seconda parte.<ref>Ivi, p. 59.</ref> Sarà l'incontro di Pirandello con Verga ad imprimere una spinta alla ripresa della composizione del romanzo.<ref>''Ibidem.''</ref> Aldo Morace, infatti, scrive: <small>La congiunzione imprevista e imprevedibile dell’incontro con Verga ha sicuramente esercitato una spinta nella ripresa del lavoro su ''I Vecchi e i Giovani'', ideato e abbozzato anni prima, ma che ora aveva anche – per l’omologia dell’ambientazione nel mondo delle zolfare, per la crudezza dei prodromi della lotta di classe e della problematica sociale – l’avallo autorevole di Verga, ad attestare quanto fosse stata lungimirante e preconizzante la scelta pirandelliana di allora.<ref>A. Morace, ''Introduzione'', in L. Pirandello, ''I vecchi e i giovani (1913)'', Mondadori, Milano 2018, p. XVII. </ref></small> Così Pirandello lavorerà al romanzo dal 1905 al 1909, annunciandone la pubblicazione sulla «Nuova Antologia» per poi apparire in «Rassegna contemporanea» nel 1909.<ref> Cfr. M. Giuffrida, Pirandello e ''I vecchi e i giovani'': l'officina del romanzo, cit., p. 60.</ref> L'edizione in volume è stata oggetto di una revisione tramite riscrittura ed era stata ampliata, includendo quattro capitoli nella seconda parte del romanzo ed integrando il quarto.<ref>Cfr. L. Pirandello, | Romanzi | 3 | ''I vecchi e i giovani'', cit., p. XIII.</ref> Nel 1913 apparirà in volume presso Treves e nel 1911 dopo la pubblicazione di ''Suo marito'', Pirandello tornerà su ''I vecchi e i giovani'' per rielaborare il finale ed attuare una revisione. Ne sono testimonianza le diciassette carte autografe che conservano la riscrittura del primo capitolo. Il passaggio da ''Rassegna contemporanea'' a ''Treves'' porterà a equilibrare la struttura del racconto infatti, completato il quarto capitolo, Pirandello ne scriverà altri tre per creare una simmetria tra le due parti del romanzo. In maniera mirata in ''Rassegna contemporanea'' emerge l'atteggiamento polemico di Pirandello il quale nota il fallimento di ogni proposito dei padri a causa della corruzione della classe dirigente. In ''Treves'', invece, Pirandello orienta la scrittura verso una duplice direzione: da un lato si concentra sull'irruzione delle masse nella vita politica, dall'altro lato, sul piano letterario, simbolizza spazi e lingua.<ref>Cfr. M. Giuffrida, Pirandello e ''I vecchi e i giovani'': l'officina del romanzo, cit., pp. 60-61.</ref> Inoltre dal passaggio da ''Rassegna contemporanea'' a ''Treves'' Pirandello apporta molteplici correzioni ad esempio vengono soppressi o edulcorati i luoghi che risultano essere più polemici, eliminata l'opposizione nord-sud, presente nell'edizione del 1931, ed i passaggi colloquiali che non si conciliavano con il registro alto.<ref>Ivi, p. 70.</ref> Infatti procedendo nei capitoli si nota come il lessico venga trasformato in parlato colto, soprattutto quando interviene il narratore, il quale funge da portavoce degli eventi. Invece, quando parla un personaggio, Pirandello mira a marcare l'individualità. E' come se, durante le revisioni, l'autore avesse accentuato la scrittura polifonica tripartita dando voce sia al poeta, sia al romanziere sia al drammaturgo.<ref> Cfr. L. Molino, ''Il parlato postrisorgimentale ne I vecchi e i giovani'', in «Annali della Fondazione Verga», n.s. 3, 2010, pp. 259-274: 263.</ref> Sarà, infine, con l'edizione del 1931 che verrà eliminato il patetico, presente nelle precedenti redazioni, e accentuato l'effetto umoristico.<ref>Cfr. M. Giuffrida, Pirandello e ''I vecchi e i giovani'': l'officina del romanzo, cit., p. 72.</ref> Tuttavia, quest'edizione non suscitò interesse poiché l'attenzione era rivolta al teatro pirandelliano.<ref>Cfr. L. Pirandello, | Romanzi | 3 | ''I vecchi e i giovani'', cit., p. XVI.</ref> ==Collegamenti esterni== https://www.pirandelloweb.com/i-vecchi-e-i-giovani/#google_vignette<br> https://liberliber.it/autori/autori-p/luigi-pirandello/i-vecchi-e-i-giovani/<br> https://archive.org/details/ivecchieigiovani00pirauoft/page/n7/mode/2up == Bibliografia == * E. Auerbach, ''Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale'', Einaudi, Torino 2000, vol. II, p. 320. * C. Bronowski, ''Il caso-Sicilia'' nel romanzo storico-sociale ''I vecchi e i giovani'' di Luigi Pirandello, in «Studia Romantica Posnaniensia», 49 (3), 2022, pp. 63-74. * B. Croce, ''La letteratura della nuova Italia'', Laterza, Bari 1940, vol. IV, p. 316. * R. Cavalluzzi, ''Pirandello: la soglia del nulla.'' Bari, Dedalo 2003, p. 17. * F. Dostoevskij, ''L’adolescente'', Rizzoli, Milano 2011, p. 152. * O. Frau, ''Per un manoscritto de I vecchi e i giovani'', in «Ariel. Quadrimestrale di drammaturgia dell'Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo», XVIII, gennaio-aprile 2003, pp. 123-151. * M. Giuffrida, Pirandello e ''I vecchi e i giovani'': l'officina del romanzo, Avellino, Edizioni Sinestesie 2020, pp. 1-85, 91-92-106-114-115-159-188-189. * E. Janni, ''In cerca del simbolo'', «Corriere della sera», 16 febbraio 1914. * G. Macchia, ''Introduzione'', in L. Pirandello, ''Tutti i romanzi'', Milano, Mondadori, 1973, pp. XIII-XIV. * V. Masiello, ''La mosca nella bottiglia. Introduzione alla lettura del Fu Mattia Pascal,'' in ''Lo strappo nel cielo di carta'', a cura di N. Borsellino, Roma, Bulzoni 1988, pp. 72-82. * L. Molino, ''Il parlato postrisorgimentale ne I vecchi e i giovani'', in «Annali della Fondazione Verga», n.s. 3, 2010, pp. 259-274: 263. * A. Morace, ''Introduzione'', in L. Pirandello, ''I vecchi e i giovani (1913)'', Mondadori, Milano 2018, p. XVII. *A. M. Morace, ''Protostoria dei «Viceré», «Studi e problemi di critica testuale»'', 101, dicembre 2020, pp. 67-113. * G. Petrone, Locus amoenus/locus horridus: due modi di pensare il bosco, in «Aufidus», 5, 1988, pp. 3-18. * V. Picardi, ''«I vecchi e i giovani» di Luigi Pirandello'', «Rassegna contemporanea», 1914, 1. * L. Pirandello, | Romanzi | 3 | ''I vecchi e i giovani'', a cura di Aldo Maria Morace, Milano, Mondadori, 2021, pp. XI-CXXXIX. * L. Pirandello, ''Taccuino di Harvard'', a cura di O. Frau e C. Gragnani, Mondadori, Milano 2002, cc. 62r-v., pp. 118-119. * F. Rapazzo, ''Delega narrativa (e oltranza linguistica) in'' I vecchi e i giovani di Pirandello, in ''Rappresentazioni narrative'', atti del convegno internazionale, Catania 4-7 ottobre 2020, Euno, Leonforte 2020 (in corso di stampa). * P. M. Rosso Di San Secondo, ''Conversazioni letterarie. L’opera nuova di un umorista siciliano, in Interviste a Pirandello. «Parole da dire, uomo, agli altri uomini»'', a cura di I. Pupo, Rubbettino, Soveria Mannelli 2002, pp. 99-106. *R. Scrivano,“I vecchi e i giovani” e la crisi delle ideologie, Milano, Mursia 1992 , pp. 41-66. * P. M. Sipala, ''Capuana e Pirandello: storia e testi di una relazione letteraria'', Bonanno, Catania 1974. ==Note==
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